
La Tradizione della Cucina Indiana del Nord
Tecniche antiche, ingredienti veri, una cucina che racconta un continente
La Cucina Indiana
La cucina indiana non esiste. O meglio, esiste come esiste la cucina italiana: una categoria geografica che racchiude tradizioni irriducibili tra loro. L'India è da millenni un crocevia di climi opposti, religioni diverse, rotte commerciali che hanno portato pepe, cardamomo e cannella fino ai porti mediterranei. Ogni cucina regionale è un sistema a sé.
Da trent'anni, Shiva porta a Milano una cucina che viene da nord, dal Punjab, dove la tavola sa di forno antico, di spezie che scaldano senza bruciare, di pane appena strappato con le mani. Un menu costruito sulla competenza e sul tempo, con il tandoor al centro e una proposta vegetariana che non ha nulla da invidiare al resto. Il punto di partenza è qui. La cucina vera è in sala.


Il Tandoor
Il tandoor è un forno cilindrico in argilla che raggiunge temperature vicine ai 480 gradi. Le carni, infilate su spiedi e calate all'interno, si sigillano in pochi minuti: crosta esterna asciutta, interno che rimane morbido e succoso. Il pane viene appiccicato sulle pareti: cuoce in secondi, si gonfia, arriva in tavola con le bolle ancora calde.
Il tandoor e la padronanza delle sue tecniche sono al centro della proposta di Shiva. È lì che la cucina punjabi esprime il meglio di sé.
Spezie e Aromi del Nord
Ogni spezia ha il suo momento: tostate, pestate, infuse. Non servono a coprire, ma a esaltare. Ecco le protagoniste della nostra cucina.

Cardamomo
Il cardamomo arriva prima del primo boccone, con un profumo floreale e resinoso che prepara il palato. Poi si ritrae, lasciando spazio alle altre spezie.

Cumino
Il cumino è quello che senti sotto tutto il resto: terroso, caldo, leggermente fumoso. È la nota che dà struttura alle salse e tiene insieme il piatto.

Curcuma
Il giallo dei curry viene da lei, ma il suo lavoro è più sottile: una nota terrosa appena amara che lega le altre spezie e aggiunge corpo senza farsi notare.

Coriandolo
Il coriandolo è la finestra aperta in un piatto chiuso. Agrumato e pulito, alleggerisce la densità delle salse e bilancia i piatti più ricchi.

Garam Masala
Non è una spezia ma un equilibrio: ogni cucina ha il suo blend. Da noi arriva a fine cottura, quando le spezie si fondono e il profumo si alza. È la firma del piatto.
Cosa Ordinare se È la Prima Volta
La cucina indiana può sembrare vasta e misteriosa. Ecco una guida per i primi passi: cinque piatti che raccontano il meglio del Nord.

Il naan è il pane del Punjab: cotto a contatto con le pareti del tandoor, arriva in tavola gonfio e profumato, ancora caldo. Da Shiva ne trovi una varietà che va dal classico al farcito: all'aglio, al burro, al formaggio filante. Strapparlo con le mani e usarlo per raccogliere la salsa è parte integrante del pasto.

Un assortimento che attraversa tutto quello che il tandoor sa fare: carni marinate e cotte su spiedo, tikka, verdure, paneer, pesce e gamberi. Ogni elemento porta la stessa crosta asciutta e l'interno morbido che solo il calore diretto dell'argilla produce. Il modo migliore per capire perché il tandoor è al centro di questa cucina.

Il butter chicken è il piatto che ha fatto conoscere la cucina punjabi al mondo, e non a caso. La salsa è densa, vellutata, costruita su pomodoro, burro e spezie dolci: avvolge il pollo senza coprirlo. Meno piccante di quanto ci si aspetti, più complesso di quanto sembri.

Il daal è uno dei piatti più antichi e radicati della cucina indiana: lenticchie cotte lentamente con spezie, zenzero e aglio, fino a diventare dense e confortanti. Da Shiva lo trovi in due versioni: il tadka, più asciutto e aromatico, rifinito con spezie tostate nell'olio caldo; il makhani, più ricco e vellutato, con una base di burro e pomodoro. Due caratteri diversi, la stessa radice.

Il paneer è un formaggio fresco a pasta compatta, tipico della cucina del nord India: non si scioglie in cottura, assorbe i sapori senza perdere la sua consistenza. Nel palak paneer incontra una salsa di spinaci speziata e vellutata. Il contrasto tra il verde intenso e il bianco del formaggio è già una promessa di quello che troverai nel piatto.
L'India Vegetariana
La cucina indiana è una delle tradizioni vegetariane più ricche e articolate al mondo, per ragioni climatiche, religiose e filosofiche sedimentate nei secoli. Da Shiva questa ricchezza si traduce in un menu vegetariano che attraversa tecniche, ingredienti e sapori: dai legumi alle verdure, dai formaggi freschi alle cotture al tandoor.
Ci sono i legumi, dal daal alle sue varianti al chole masala con i ceci, piatti di radici contadine diventati classici irrinunciabili. C'è il paneer, che nella salsa di spinaci del palak paneer trova forse la sua espressione più elegante. C'è il Punjabi bartha, dove le melanzane arrostite sulla fiamma diretta portano nel piatto una complessità affumicata che non ha bisogno di nient'altro. E poi verdure e paneer al tandoor: superficie leggermente bruciata, interno morbido, un profumo di argilla e brace che arriva in tavola con il piatto.
Porta a tavola la tradizione di Shiva
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